Prima di pensare ai colori o alle fotografie di un sito c’è una decisione che può accompagnare la tua azienda per anni: il nome di dominio. In modo semplice, un dominio è l’indirizzo che una persona digita per raggiungere il sito, come miaazienda.com. Può anche essere utilizzato per creare indirizzi email professionali come nome@miaazienda.com.
Perché esistono .com, .it, .es, .eu o .ar?
La parte che compare dopo l’ultimo punto si chiama dominio di primo livello o TLD. Esistono estensioni generiche, come .com, e altre collegate a paesi o territori, come .it, .es o .ar. .eu identifica lo spazio europeo ed è disciplinato da una normativa propria dell’Unione europea.
Se lavori soprattutto in un paese, la sua estensione può risultare naturale per i tuoi clienti. Se l’attività è internazionale, .com può essere una scelta più neutra. Google segnala inoltre che inserire parole chiave nel dominio o scegliere un’estensione particolare non offre da solo un vantaggio rilevante nel posizionamento. La scelta dovrebbe rispondere soprattutto al tuo business e ai tuoi clienti.
Come scegliere il nome?
Il dominio non deve necessariamente riprodurre esattamente la ragione sociale. Se legalmente ti chiami Servizi Integrati Mediterraneo S.r.l. ma tutti conoscono l’attività come Mediterraneo, probabilmente ha più senso utilizzare il marchio che i clienti vedono davvero.
- Che sia breve e facile da ricordare.
- Che sia semplice da pronunciare e digitare.
- Che assomigli al nome o al marchio usato pubblicamente.
- Evitare numeri e trattini se non sono necessari.
- Evitare nomi troppo simili a quelli di altre aziende.
- Pensare se continuerà ad avere senso quando l’attività crescerà.
Prima di registrarlo, verifica anche l’esistenza di marchi o nomi commerciali simili. Il fatto che un dominio sia disponibile non significa che qualunque nome possa essere utilizzato legalmente.
Cosa succede se il nome della mia azienda è già occupato?
Non significa necessariamente che qualcuno abbia agito in modo scorretto. I domini vengono generalmente assegnati in base alla disponibilità e alla priorità temporale, e un’altra persona o azienda può avere un diritto legittimo sullo stesso nome. Puoi verificare chi è il titolare quando i dati sono pubblici, contattarlo per sapere se vuole trasferirlo oppure valutare un’altra estensione o una variante semplice del marchio. È importante capire che costituire una società con un determinato nome non ti assegna automaticamente tutti i domini corrispondenti.
Qualcuno può appropriarsi dell’identità digitale della mia azienda?
Registrare un dominio identico o simile non rende quella persona proprietaria della tua azienda o del tuo marchio. Le consente però di controllare quello specifico indirizzo finché la registrazione resta valida. La situazione cambia quando qualcuno registra un dominio per sfruttare il marchio altrui, confondere i clienti, impersonare un’azienda o cercare in seguito di vendere il dominio al legittimo titolare. Queste pratiche vengono spesso definite cybersquatting.
Per .com e altri domini soggetti alla UDRP di ICANN esiste una procedura per determinati casi di registrazione abusiva basati su diritti di marchio. Un marchio registrato può rafforzare notevolmente un reclamo, ma non tutti i domini occupati possono essere recuperati.
Cosa succede in Italia, Spagna, UE e Argentina?
- Italia (.it): il Codice della Proprietà Industriale tutela contro determinati usi di domini uguali o simili a marchi altrui quando possono generare confusione. Registro .it consente di aprire un’opposizione e ricorrere all’arbitrato o a una procedura di riassegnazione prevista, tra gli altri casi, per registrazioni mantenute in mala fede.
- Spagna (.es): la legge sui marchi contempla espressamente l’uso di un segno come nome di dominio. Red.es dispone di una procedura extragiudiziale per registrazioni speculative o abusive che incidono su diritti anteriori come marchi, nomi commerciali o denominazioni sociali.
- Unione europea (.eu): il Regolamento (UE) 2019/517 contrasta le registrazioni speculative e abusive. EURid consente il ricorso ADR quando esiste un diritto anteriore —per esempio un marchio, nome commerciale o denominazione sociale— e ricorrono le condizioni previste per considerare abusiva la registrazione o l’uso.
- Argentina (.ar): NIC Argentina assegna in via generale il dominio al primo richiedente, ma prevede interventi in caso di mala fede, inganno o impersonificazione. Chi ritiene di avere un diritto migliore o un interesse legittimo può avviare una controversia tramite Trámites a Distancia. La legge 22.362 tutela inoltre marchi e designazioni commerciali.
Se esiste un vero conflitto relativo a un marchio o all’identità aziendale, è opportuno ottenere una consulenza specializzata in proprietà intellettuale prima di avviare un reclamo.
E una precauzione prima di registrarlo
Assicurati che l’azienda o tu stesso risulti titolare del dominio e mantenga il controllo dell’account presso il registrar. Lo sviluppatore o l’agenzia possono configurarlo, ma non dovrebbero essere gli unici ad avere accesso. Attiva il rinnovo automatico e l’autenticazione a due fattori quando disponibili. Perdere un dominio per una dimenticanza può essere molto più complicato che sceglierlo correttamente fin dall’inizio.
Fonti (11)
- IANA — Root Zone Database
- Google Search Central — Guida introduttiva alla SEO
- ICANN — Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy (UDRP)
- Registro .it — Aspetti legali e risoluzione delle controversie
- Italia — Codice della Proprietà Industriale, articolo 22
- Spagna — Legge 17/2001 sui marchi
- Spagna — Piano nazionale dei nomi di dominio .es
- Unione europea — Regolamento (UE) 2019/517 sul dominio .eu
- EURid — Controversie sui nomi di dominio .eu
- Argentina — Regolamento per l’amministrazione dei domini Internet, Risoluzione 43/2019
- Argentina — Legge 22.362 su marchi e denominazioni